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Ti stai dando il permesso di mangiare qualsiasi cibo? è un articolo che ho pensato di scrivere dopo aver ascoltato Linn Thorstensson, nutrizionista irlandese, istruttrice del Protocollo M-EAT.

Il ciclo del “dieting”

Nei corsi di Mindful Eating parlo e mostro graficamente il ciclo del dieting, come anche dell’eating pendulum, due modi molto simili per descrivere cosa succede quando ci si mette a dieta. In genere le persone comprendono subito di cosa si tratta perché queste rappresentazioni grafiche convalidano la loro esperienza vissuta.

Non mangiamo solo per fame fisiologica, possiamo mangiare per noia, per calmarci, per distrarci e per altre ragioni, ma ce n’è una in particolare che sembra essere sempre trascurata (forse volutamente nascosta da chi sostiene la Diet Culture) e cioè che le diete ci predispongono all’abbuffata, cioè alla perdita di controllo.

Quando ci imponiamo delle restrizioni alimentari il pensiero del cibo diventa centrale, fisso, poichè il nostro corpo non è nutrito abbastanza. Ne consegue una sensazione di “essere affamati e fuori controllo”, che porta all’abbuffata. Sentire di aver perso il controllo e di aver mangiato troppo comporta sentimenti di vergogna, colpa e pentimento che riconducono alla restrizione alimentare/ dieta, e così il ciclo continua…

Gli effetti della restrizione calorica

Se i nostri corpi si percepiscono in uno stato di carestia, reagiranno fisiologicamente aumentando le sensazioni di famei pensieri sul cibo. Nel Minnesota Starvation Study, gli uomini che hanno partecipato non hanno mostrato solo cambiamenti fisiologici, ma anche psicologici come una maggiore ossessione per il cibo, una maggiore irritabilità, abbassamento del tono dell’umore…

Quando dopo cinque mesi di restrizione calorica, è iniziato il periodo di riabilitazione alcuni dei partecipanti hanno avuto episodi di alimentazione incontrollata e per alcuni ci sono voluti quasi due anni per tornare ad una condizione di equilibrio (Keys, 1945).

E quelli della restrizione cognitiva

Ma non è solo la restrizione dietetica vera e propria che può innescare questo ciclo: la ricerca mostra che anche la restrizione cognitiva (cioè avere cibi proibiti e ritenere di dover mangiare controllando tipologia di cibo e quantità) può innescare il desiderio di mangiare oltre il livello di sazietà.

Uno studio del 2007 ha mostrato che il tentativo di precludere ai bambini determinati tipi di alimenti, li ha portati a consumarne in eccesso nel momento in cui potevano nuovamente averne a disposizione (Jansen, 2007).

Qual è il problema? la dieta oppure l’abbuffata?

Linn Thorstensson sostiene che anche se spesso pensiamo che il problema da risolvere sia il binge eating, in realtà il vero problema “da aggiustare” è la restrizione.  Nella sua esperienza personale, ma anche in quella clinica di chi lavora ogni giorno sulla relazione con il cibo, è evidente che tutti quei cibi che si cerca faticosamente di bandire dalla propria alimentazione, sono poi quelli che vengono desiderati in maniera intensa.

Quando non viene rispettata la dieta, magari perché  in effetti non si sta mangiando abbastanza per il proprio fabbisogno energetico, spesso si continua a mangiare in eccesso, per sedare il senso di vergogna e fallimento o per fare scorta dei “cibi proibiti” prima di iniziare la dieta successiva. E così il circolo vizioso si auto alimenta.

Darsi il permesso di mangiare qualsiasi cibo fa paura

Il permesso incondizionato di mangiare (spesso lo chiamiamo così) significa abbandonare la restrizione ed esplorare la possibilità di concederci il permesso di mangiare e il permesso di mangiare tutti i tipi di alimenti, compresi quelli precedentemente proibiti.

(Si tratta, va precisato, di una scelta che presuppone comunque un privilegio: non tutte le persone hanno la possibilità di esplorare questa opzione, per ragioni di salute per esempio, ma anche legate all’accessibilità di alcuni cibi… )

L’idea che possiamo darci il permesso di mangiare quello che vogliamo, quando vogliamo, senza sentirci in colpa per questo, può essere per alcune persone molto spaventosa.

Forse non ti stai dando il permesso di mangiare qualsiasi cibo perché questa possibilità ti fa paura… Ma darsi il permesso di mangiare non significa che mangeremo letteralmente quello che vogliamo quando vogliamo: non si tratta forse nemmeno di una scelta pratica e comoda! Forse se siamo così spaventati, abbiamo bisogno di andare un più in profondità per cogliere il significato di questo importante cambio di “mentalità”!

Darti il permesso di mangiare significa:
  • darti il permesso di onorare la tua fame fisiologica, oltre che le tue voglie e desideri;
  • riscoprire e legittimare la saggezza interna del tuo corpo;
  • iniziare a sentire che nessun cibo è “buono” e nessun cibo è “cattivo”; 
  • fare tua l’idea che nulla di ciò che mangi può fare di te una persona “buona” o “cattiva”;
  • crearti la possibilità di scegliere: perché solo quando tutti gli alimenti sono consentiti, si crea spazio per la scelta. E la scelta ci sarà, non mangerai “a caso”,  ma sulla base delle tue esigenze e preferenze personali (potrai scegliere in base a quello che è meglio per te in quel momento sotto diversi punti di vista)

Se tutti i cibo sono permessi e puoi mangiare quando hai fame, non dovrai continuare a mangiare oltre la sazietà solo perché il cibo è disponibile o hai infranto le tue regole dietetiche; non dovrai eccedere perché non sai quando di nuovo avrai l’opportunità di goderti quel cibo, perché ti è permesso averlo quando vuoi.

Ti stai dando il permesso di mangiare qualsiasi cibo? Ecco come può aiutarti la Mindfulness

Si tratta di un processo che richiede tempo e fiducia. La paura dell’aumento di peso potrebbe bloccarti, e in tal caso potrebbe essere necessario lavorare ulteriormente su te stessa/o ed i tuoi valori. Se le diete ti accompagnano da anni, servirà tempo, molta consapevolezza e auto-compassione mentre intraprendi questo percorso verso la libertà.

Lungo questo cammino la pratica della Mindfulness e della Mindful Eating  ti sosterranno in modi diversi: potrai trovare più facile entrare in contatto con le tue sensazioni fisiche di fame e pienezza e onorarle; potrai imparare a notare pensieri e convinzioni che non ti servono più quando lasci andare le restrizioni e la dieta; potrai riconoscere vecchi schemi di pensiero come “Non dovrei davvero mangiare questo” o “Ho già mangiato x biscotti, quindi potrei anche andare avanti“.

Se vuoi incamminarti con curiosità e gentilezza su questo percorso puoi unirti al gruppo di Mindful Eating on line in partenza nel mese di marzo⁠. Per saperne d più sul corso clicca qui.