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Non sempre il motivo per cui mangiamo è la “fame fisiologica”: e tu pensi di essere un mangiatore emotivo?

Molto spesso ricorriamo al cibo per avere conforto, per ridurre lo stress o per trovare sollievo alla noia, all’ansia, alla rabbia. Il cibo è una fonte di benessere: gratificante, disponibile in ogni momento, facile da ottenere, non particolarmente dannoso.

Mangiare per trovare sollievo da una situazione emotiva spiacevole, viene definito “emotional eating” (mangiare emotivo): il cibo viene utilizzato allo scopo di farci sentire meglio, per riempire un vuoto interiore, piuttosto che per riempire lo stomaco.

Ci sono delle differenze tra “fame fisiologia” e “fame emotiva” e conoscerle può aiutarci. Se ti interessa saperne di più puoi leggere anche l’articolo Fame nervosa o fame fisica?

Spesso tutto questo avviene senza la nostra consapevolezza e in modo automatico e il risultato non è quello di trovare una soluzione ai nostri problemi, anzi. Le emozioni negative rimangono e ad esse si somma il senso di colpa per aver mangiato troppo o per aver mangiato cose non necessarie o addirittura, dannose.

Diventare consapevoli di questi meccanismi è il primo passo per uscirne!

Leggi le seguenti affermazioni e segna un punto ogni volta che sei d’accordo con quanto descrivono:

– Mi capita di mangiare di più quando sono stressato/a
– Mi capita di mangiare anche quando non sono affamato/a
– Non riesco a smettere di mangiare anche quando mi sento “pieno/a”
– Mangiare mi aiuta a sentirmi meglio quando sono nervoso/a
– Se sono triste, arrabbiato/a, annoiato/a, ansioso/a mangiare mi fa sentire meglio
– Quando ho avuto una giornata “faticosa”, mi capita spesso di utilizzare il cibo
come premio/ricompensa al mio impegno
– Il cibo per me è un amico che mi conforta nei momenti difficili
– Spesso mi capita di pensare di non avere “controllo” sul cibo
– Spesso mi sento in colpa e/o mi vergogno dopo aver mangiato
– Quando sono sotto “stress”, cerco cibi particolarmente dolci o grassi (caramelle,
merendine)
– Mi piace mangiare e, quello che mangio, lo mangio con gusto!

Da 0-2 SEI UN “MANGIATORE CONSAPEVOLE”

Qualche volta ti capita di mangiare sotto la spinta delle emozioni. Capita a tutti! Il cibo ci aiuta, talvolta, a consolarci, ad aiutarci nei momenti difficili. Non lasci, però, al cibo la risoluzione di tutti i tuoi problemi. Hai le risorse per affrontare i tuoi momenti “difficili” in modi diversi e, sicuramente, più efficaci. Molto probabilmente tu non hai problemi di peso corporeo, ma se ritieni di averne, questo dipende dal rapporto che hai con il cibo o con il tuo corpo. Potresti non essere soddisfatto/a del tuo aspetto fisico ma questo non dipende dall’ago della bilancia (o dal numero se è elettronica).

Da 3-5 SEI UN MANGIATORE “CONFUSO”

Ricorri al cibo più spesso di quanto vorresti. Sai che il cibo non è la soluzione ai tuoi problemi ma fatichi a “controllarti”. Magari il tuo peso corporeo è “ancora” accettabile e nella norma; oppure il tuo peso tende a oscillare. Potresti ricorrere, per brevi periodi, alla dieta e, in quei giorni, importi di evitare di mangiare i “comfort food”. Rischi di scivolare nel gruppo dei “mangiatori emotivi”.

Da 6 in su SEI UN “MANGIATORE EMOTIVO”

Non riesci a controllare le tue emozioni negative se non ricorrendo al cibo. Anche quando sei felice, ti piace premiarti con alimenti “proibiti”. Mangiare è un pensiero costante e prioritario. Sei preoccupato/a per il tuo peso corporeo e per la tua salute. Ti senti senza volontà e sconfitto/a. Ti ripeti che da domani sarai a dieta ma ti ritrovi, puntualmente a interromperla perché non riesci a gestire le tue emozioni. Oppure ti riprometti di rivedere le tue abitudini alimentari ma senti che non sei capace.

Se ti ritrovi nel profilo del “mangiatore emotivo” potresti aver bisogno di aiuto per uscire dai circoli viziosi in cui ripetutamente cadi e creare un nuovo rapporto, più sano ed equilibrato, con il cibo ed il tuo corpo. 

 

Il questionario è tratto dall’e-book ” I 5 passi per sconfiggere la fame emotiva” di Paola Medde ed Alessandra Reposati

 

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