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“Sazietà e pienezza” è una riflessione che nasce grazie alla collaborazione con la Dott.ssa Maria Teresa Valitutti, dietista a Milano e Villasanta (MB). Ho chiesto alla Dottoressa Valitutti un contributo per affrontare con chiarezza alcune tematiche molto importanti per le persone che affrontano un percorso per cambiare la propria relazione con il cibo.

Buona lettura!

Sazietà e pienezza

Lo stimolo interno che ci porta ad avvicinarci al cibo e ci dice che è giunto il momento di iniziare a mangiare è senz’altro la fame, non abbiamo dubbi! E lo stimolo che ci segnala che “siamo arrivati”, vale a dire che è giunto il momento di smettere di mangiare, qual è?

Probabilmente direte: “Facile, la sazietà!”. Verissimo, dovrebbe essere così! Ma dato che il nostro comportamento alimentare è tutt’altro che semplice e lineare, entrano in gioco anche due altri aspetti di cui vorremmo parlarvi: la pienezza e la soddisfazione.

Ma andiamo per gradi.

La fine del pasto ed il senso di sazietà

La fine del pasto è segnalata dall’arrivo del senso di sazietà, determinato da un complesso meccanismo di segnali meccanici, nervosi e ormonali. La Dott.ssa Valitutti, precisando che il funzionamento dei meccanismi di fame e sazietà ha richiesto decenni di studi e ancora probabilmente rimangono ulteriori elementi da scoprire o approfondire, ci aiuta a comprendere meglio questi aspetti.

Il cervello regola i segnali neurali, ormonali e termici trasmessi dalla periferia (e cioè dal resto del corpo) in modo da spegnere il centro della fame e stimolare il centro della sazietà una volta che si è mangiato. Viceversa, il cervello stimolerà il centro della fame e zittirà il centro della sazietà quando il corpo segnalerà deficit energetico o di nutrienti.

Ebbene sì, è molto importante sapere che il nostro meraviglioso organismo sa di essere correttamente nutrito non solo quando lo stomaco si riempie, ma anche e soprattutto dopo aver verificato l’arrivo di energia e nutrienti alle proprie cellule.

Se i nutrienti e l’energia ingeriti saranno sufficienti a soddisfare i fabbisogni, il corpo invierà specifici messaggeri chimici al cervello per attivare la sazietà. Ecco perché la pienezza fisica dello stomaco, da sola, non è sufficiente a decretare l’innesco della sazietà. Infatti, per esempio, potremmo riempire il nostro stomaco di acqua e insalata, ma nonostante la sensazione di pienezza, da distensione delle pareti gastriche, continueremo a non sentirci sazi e a desiderare altro cibo. La pienezza quindi è una sensazione corporea più veloce rispetto alla sazietà e i due termini non sono affatto sinonimi.

La pienezza e la “fame dello stomaco”

La pienezza ha a che fare con quella che nella Mindful Eating, si chiama “fame dello stomaco”. È una sensazione fisica, legata al volume e alla pressione o distensione delle pareti dello stomaco. Possiamo avvertirla come un’espansione della pancia oppure come un senso di costrizione alla cintura dei pantaloni. Spesso viene connotata negativamente perché sta ad indicare di essere andati oltre il punto di sazietà. 

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Ma non è sempre così: a volte il senso di pienezza può verificarsi ben prima di quello della sazietà, magari perché si sono introdotti grandi quantità di liquidi e di fibra al pasto. Questo non significa, però, essere sazi e infatti la fame si ripresenterà a breve.

Entrambe le condizioni riflettono la stessa problematica di non ascolto del corpo. 

Quando le persone hanno perso l’abitudine di ascoltare il proprio corpo e hanno per molto tempo regolato il proprio comportamento alimentare sulla base di un controllo razionale (es. porzioni definite assegnate, il piatto vuoto, regole alimentari ecc) possono avere molta difficoltà a “sentire” il proprio stomaco.

Mantenendo un contatto con il nostro stomaco, prima, durante e dopo i pasti, presto riscopriremo questa importante fonte di informazione. La pratica dell’alimentazione consapevole favorisce il re-apprendimento delle sensazioni di pienezza e ci aiuta a fermarci prima che arrivi la pienezza completa o a procedere fin quando non percepiremo la corretta sazietà.

Io e la Dott.ssa Valitutti teniamo ad aggiungere un’importante precisazione: indipendentemente dal volume e dalla qualità del cibo assunto, alcune persone potrebbero percepire un forte senso di gonfiore e pienezza, molto in disaccordo con i fisiologici segnali corporei. In questi casi è bene valutare la situazione con l’aiuto di un’equipe specialistica multidisciplinare per tornare a un riequilibrio dell’alimentazione.

 

Nel prossimo articolo, che uscirà a breve, sempre assieme alla Dott.ssa Valitutti, continueremo questa panoramica, proponendovi alcuni consigli per avvertire il senso di sazietà e parleremo anche della soddisfazione.

 

Photo by Kelsey Chance on Unsplash