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Le preoccupazioni sono all’ordine del giorno! Tutti noi ci preoccupiamo…per i figli, il lavoro, il futuro, i soldi… Ci preoccupiamo di fare bene le cose, della salute, di quello che penseranno gli altri…

Insomma, ogni giorno ci preoccupiamo di un numero infinito di questioni! 

Preoccuparsi serve?

Spesso la preoccupazione è un meccanismo funzionale che ci aiuta ad affrontare meglio le situazioni, pianificando adeguatamente le nostre azioni e focalizzando le nostre energie e i nostri sforzi su questioni ritenute importanti.

Ma qualche volta le preoccupazioni ci sfuggono di mano e finiscono per gestire la nostra vita: ci distolgono dalla quotidianità, ci rendono difficile concentrarci sul lavoro e dormire la notte, abbassano il tono del nostro umore, ci fanno venire il mal di testa, creando una perenne sensazione di stress ed irritabilità.

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Potremmo continuare tutta la vita a preoccuparci per il futuro, ma questo enorme dispendio di energie non servirebbe a cambiare le cose.

Anzi, le preoccupazioni ci immobilizzano, facendoci perdere tempo continuando a pensare ad un futuro che non è ancora arrivato e che ci inquieta. Se vi è capitato qualche volta di dire “Non riesco a fare nulla, sono troppo preoccupato per…”, sapete bene a cosa mi riferisco…

“Non c’è problema futuro che possa essere risolto, nemmeno lontanamente, dalle tue ansie; non solo, ma è assai probabile che queste non ti consentano di affrontare in piena efficienza i problemi presenti!”

(W. Dyer)

 Tre consigli per smettere di preoccuparsi

1. Il miglior antidoto alle preoccupazioni è l’azione: quando senti che le preoccupazioni stanno prendendo il controllo, agisci. Esci, prenditi un attimo per distrarti, impegnati in qualcosa che aiuti la tua mente a “disconnettersi”…

2. Ammetti l’inutilità delle preoccupazioni: cambierà qualcosa se rimarrai tutto il pomeriggio a rimuginare sul tal problema? Prova a fare una lista delle cose di cui ti sei preoccupato in passato e chiediti quante di queste cose si sono realmente realizzate o sono andate in un modo così catastrofico

3. Concedi tempi sempre più brevi alle preoccupazioni: per esempio puoi fissare dieci minuti la mattina e dieci il pomeriggio e in questo lasso di tempo preoccupati di tutti i potenziali disastri che ti affliggono! Scaduto il tempo fermati e rimanda ulteriori preoccupazioni ai successivi dieci minuti.

“Ci sono solo due giorni all’anno in cui non puoi fare niente: uno si chiama ieri e l’altro si chiama domani. Perciò oggi è il giorno giusto per amare, credere, fare e, principalmente, vivere”. (Dalai Lama) 

 

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