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Gli ingredienti di un pasto soddisfacente possono essere piuttosto diversi da quello che immagini!

Un po’ di tempo fa, assieme alla dietista Maria Teresa Valitutti abbiamo parlato di fame, sazietà, pienezza e soddisfazione. Ora vorrei soffermarmi un po’ di più su questo ultimo termine, grazie anche all’aiuto di un’altra dietista, la Dott.ssa Natascia Dell’Agli.

Che cosa significa per te essere soddisfatto dopo un pasto?

Parto proprio da una domanda, perché, in effetti le risposte potrebbero essere diverse da persona a persona. Probabilmente potresti dire che la soddisfazione implica di certo la sazietà, ma con qualche sfumatura in più, come per esempio l’essere appagati dal fatto di aver mangiato qualcosa di nutriente, ma anche buono!

Aggiungeresti qualcosa a questa definizione?

Quali fattori entrano in gioco per un pasto soddisfacente?

L’attenzione

In un’ottica molto “mindful eating”, è fondamentale la consapevolezza o presenza mentale: mangiare distrattamente facendo altre cose, invece che dedicare la giusta attenzione a quello che abbiamo nel piatto, può rendere assai difficile trarre soddisfazione dal pasto, indipendentemente da quanto possa essere gustoso, nutriente e abbondante il nostro cibo! Possiamo amplificare la nostra presenza di fronte al cibo, per esempio, rallentando ovviamente, ma anche lasciandoci coinvolgere da tutti i nostri sensi (il gusto, l’olfatto, il tatto, la vista e l’udito)

Il piacere

Jan Chozen Bays, l’autrice nota per aver parlato dei Nove Tipi di Fame, la chiama fame della bocca: che gusto hanno i cibi che mangi? sei sicuro che ti piaccia veramente quel cibo? Sei certo di quale sia la quantità di zucchero che rende per te gradevole il caffè? La consistenza di quel cibo è proprio quella che ti piace? O manca qualcosa di croccante (ad esempio) per rendere appagante l’esperienza?

Sulla questione del piacere, la “cultura della dieta” ci ha sicuramente condizionato, eliminando completamente questo elemento dall’alimentazione. Ma godere del nostro cibo non è affatto sbagliato, anzi!

La giusta quantità (fattore sazietà)

Come dicevamo, è difficile essere soddisfatti da un pasto se non si è anche sazi. Questo aspetto non è scontato! Anni di diete ci hanno reso difficile comprendere quando siamo sazi, ma anche semplicemente il sentirci legittimanti ad onorare il segnale della fame. In più facciamo anche fatica a comprendere la reale sazietà: la sazietà non è solo sentire la pancia piena, che potrebbe derivare dall’aver mangiato molto velocemente o in una quantità superiore alle nostre necessità, ma è ciò che segnala che i nostri bisogni sono soddisfatti (torna la soddisfazione anche se in senso biochimico).
La fame viene avvertita quando le scorte energetiche si stanno esaurendo e dobbiamo ripristinarle, quindi il soddisfacimento si avrà nell’introdurre nutrienti che ci diano energia.
Ad esempio, se consumiamo una bella insalatona composta da tanti tipi di verdura e niente più, potremmo sentirci sazi, ma non propriamente soddisfatti perché è vero che abbiamo “riempito la pancia”, masticato a lungo e quindi inviato segnali al cervello…ma mancano i nutrienti essenziali che soddisfano le reali esigenze organiche.

Questa è una accezione di “soddisfazione” che forse potrà sembrare un po’ “fredda e distaccata”, rispetto all’idea che ne abbiamo più comunemente! Ma è importante sapere che quando mancano i nutrienti essenziali per le nostre esigenze, con molta probabilità già poco tempo dopo il pasto sentiremo di avere nuovamente fame e andremo in cerca di qualcosa che ci appaghi realmente.

La cura nella preparazione

Potrebbe sembrare qualcosa di superfluo, ma per essere soddisfatti alla fine di un pasto, consideriamo anche l’importanza di fermarci e sederci ad una tavola gradevolmente apparecchiata, gustando un cibo ben presentato, magari colorato e bello da vedere.

Mangiare velocemente, in piedi, distratti da altre incombenze non ci permette di gustare il pasto e non ne saremo sicuramente soddisfatti.

Le emozioni

Ed ecco le emozioni, la fame del cuore! A nostro avviso anche queste hanno il loro ruolo in un pasto soddisfacente! La “fame del cuore“, sempre secondo Jan Chozen Bays è la sensazione di essere connessi o intimi con il cibo e con il mangiare, senza ansia e giudizio. La soddisfazione non passa soltanto attraverso la gustosità del cibo, ma conta anche l’esperienza che c’è intorno al pasto stesso.

 

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