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“Io amo il cibo! Ecco perché non riesco a dire di no! ” è la spiegazione che molte delle persone che incontro alle serate di presentazione dei corsi di Mindful Eating si danno per il fatto dimangiare troppo” e di non riuscire a fare scelte più improntate alla salute e alla moderazione.

Ma è davvero così?

Cosa significa amare qualcosa?

Come agisci quando ami veramente qualcuno o qualcosa? Pensa al tuo partner, ai tuoi figli, alla tua famiglia, al tuo migliore amico o al tuo cane o gatto…
Ora, pensa a un momento in cui ti sei sentita particolarmente vicina a loro, quando il trambusto della vita si è fermato per un po’ e si è aperto uno spazio in cui hai potuto sentirti connessa con le persone che ami e hai percepito di essere al sicuro.

Magari ti sei seduta accanto a loro, le hai sfiorate con affetto, vi siete guardati negli occhi, totalmente presenti in quel momento, sereni.

Questo è amare il cibo. Che ne dici?

Ora, pensa al modo in cui mangi. Pensa all’ansia che accompagna la tua brama di cibo, a come ti nascondi per mangiare, alla vergogna e all’imbarazzo che provi all’idea che qualcuno possa vedere come e cosa mangi.
Pensa all’atto di mangiare, alle tue mani appiccicose che si infilano nel pacchetto delle patatine mentre guardi la TV, oppure cercano qualcosa nella borsa sul sedile in macchina, mentre guidi…

Mangiare finché non si sta male. Mangiare fino a quando non si può nemmeno guardare se stessi allo specchio. Mangiare finché non ci si sente scoppiare.

Pensa a come ti senti dopo aver esagerato o dopo aver fatto una abbuffata. Pensa a come si sente il tuo stomaco, a come si sente il tuo cuore…

Il cibo è delizioso. Se gli lasciamo il suo vero scopo, allora possiamo goderci i suoi sapori e profumi, il modo in cui ci nutre e quanto ci piace prepararlo e condividerlo con le persone che amiamo.
Ma usare il cibo per evitare sentimenti scomodi, per consolarci, per riempire un vuoto… non è amare il cibo!

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