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Parliamo del concetto di “Home Therapy”: che cosa significa? a che cosa serve? è una vera terapia? Questa riflessione nasce dalle mie chiacchiere con Eleonora Felisi, interior redesigner, con cui abbiamo scritto in precedenza l’articolo “Casa dolce casa”

“Home therapy” e pandemia

Stiamo attraversando un momento difficile in cui l’incertezza e la paura sono emozioni diffuse e quotidiane. Ognuno di noi affronta questo periodo come meglio può, con le proprie risorse ed energie.

Come ho scritto in un articolo di qualche settimana fa, tutte le reazioni sono valide: non è sbagliato chi utilizza il tempo per imparare cose nuove e nemmeno chi non riesce a concentrarsi. E’ legittimo stare male.

Che cosa c’entra la casa con tutto questo?

Se da un lato rendere più belli e funzionali i nostri spazi, quando dobbiamo passarci tanto tempo è sicuramente una scelta di cura verso noi stessi (come sottolineato nel precedente articolo), dall’altro anche l’attività stessa di “mettere le mani in pasta”, vale a dire creare, rinnovare, spostare, verniciare…ha i suoi benefici.

Eleonora Felisi, interior redesigner, sostiene questa idea da diverso tempo, infatti ho rubato questo termine, “home therapy”, da uno dei suoi gruppi Facebook, che si chiama appunto: Arredare la casa: restyling, fai da te e idee creative – Home therapy“.

Ovviamente esegue personalmente i lavori che i clienti le commissionano, è il suo lavoro, ma quando la contatti capisci subito che lei ha in mente un’altra cosa, quella di incoraggiarti a fare da solo, perché è convinta che tutti possiamo avvicinarci al mondo del restyling e che la manualità sia di grandissimo aiuto per ognuno di noi per superare momenti particolarmente difficili.

Chiacchierando con lei sono emerse diverse storie molto toccanti in cui l’impegno e la passione per piccoli o grandi lavori di restauro/recupero si è intrecciata con il superamento di grandi ostacoli personali e con percorsi di “rinascita”. In un prossimo articolo vi racconteremo alcune storie.
“La trasformazione di una casa, dalla più piccola alla più grande, è una terapia per l’anima. I gesti stessi che compiamo per cambiare colore ad un vecchio mobile e riportarlo a nuova vita sono  terapeutici. Il risultato, poi, di una casa studiata, progettata e realizzata con le nostre mani sarà di quello di creare un luogo di pace e serenità dove poter partire ogni giorno per affrontare il mondo!”.

Ma è una vera terapia?

Faccio una precisazione doverosa per non creare confusione: l’attività manuale da sola non ci tira fuori da una depressione o da un disturbo d’ansia. Ma in un momento come questo in cui la risorsa fondamentale è “adattarsi”, trovare un equilibrio, anche se instabile, a questo presente incerto, ci può di certo dare una mano.
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Non è per tutti, certo. Ci saranno di sicuro persone che sono lontane da questo mondo e che non lo troveranno nelle loro corde. Nessun approccio o strategia va bene per tutti. Ma se siamo incuriositi e attirati dal “restyling”, l’approccio sereno e incoraggiante di Eleonora rappresenta una bella spinta a mettersi in gioco.

Craftfulness e Mindfulness

Esiste un termine inglese che potremmo adattare a questo approccio: “craftfulness”. Craft ci si riferisce sia a “mestiere”, sia al concetto di “arte”, e la “craftfulness” è un invito ad usare la nostra creatività e le nostre abilità manuali per gestire in modo diverso la confusione, l’incertezza o i cambiamenti che stiamo vivendo. Concentrarci ed occuparci di tutto quello che è sotto il nostro controllo è una strategia funzionale per sentirci meno in balia degli eventi e dell’incertezza.
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Dedicarsi a un lavoro manuale aiuta a rimanere ancorati al momento presente, a lasciare andare le preoccupazioni, ad allontanarci dalle scadenze, dalle e-mail, dai social e dal relativo carico di stimoli ed informazioni. Non per nulla Craftfulness ci ricorda Mindfulness!

“Home therapy” come pratica informale

Potremmo pensare alle attività manuali di restyling come ad una pratica di meditazione informale: situazioni di vita quotidiana, diventano, cioè un’occasione per portare i nostri sensi nell’esperienza, cercando di tenere l’attenzione sul compito. Dipingere un mobile, cambiare la disposizione degli arredi, creare una composizione di fiori o candele…ognuno di questi piccoli gesti può essere un allenamento alla consapevolezza non giudicante del presente.
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Nella foto, gentilmente concessa da La Shabberia, uno dei tanti restyling realizzati
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