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Se vi capita di mangiare per “fame nervosa“, qualche volta avrete vagato per casa alla ricerca di qualcosa che faccia al caso vostro, sperando, una volta trovato il cibo giusto, di sentirvi finalmente soddisfatti o comunque meglio di prima. Lo scopo della vostra ricerca è quello di confortarvi e calmarvi, non certo quello di saziare un fame “fisiologica”.

Avete fame, sì, ma probabilmente non avete ben chiaro che la vostra non è “fame di cibo”!

A cosa serve la fame nervosa?

Vi sentite soli? Stressati? Nervosi? Cosa sta coprendo o mettendo a tacere veramente il cibo? Se sapeste la risposta, potreste scoprire cosa veramente vi farebbe stare meglio!

Per scoprire di che cosa avete veramente bisogno potete utilizzare l’urge surfing: frenate e tentate di agire,  piuttosto che reagire in modo meccanico.

Probabilmente mangiare per confortarvi è ormai diventato qualcosa di simile ad un riflesso: avete un attacco di fame nervosa ed obbedite a questo desiderio interiore rapidamente ed automaticamente.

Frenare e andare al cuore del perché avete bisogno di conforto

Invece di reagire in modo automatico, potete reagire consapevolmente alla vostra fame, creando uno spazio tra il senso di fame e la vostra reazione. Non dovete tentare di controllare la vostra smania. Adottate, piuttosto, nei suoi confronti, un atteggiamento vigile, genuinamente aperto e curioso, cioè mindful.

Per saperne di più sulla fame nervosa, puoi leggere anche “Il mistero della fame nervosa”

Se lasciate che l’urgenza di mangiare possa seguire il suo corso senza reagirvi, potete rendervi presto conto che essa avrà un inizio, un picco di intensità ed un calo, proprio come un’onda.

Osservando in modo consapevole la smania di cibo, potete cavalcare l’onda senza mettere in atto alcun tentativo di controllo e scoprirete che essa sale e scende senza provocare danni. La osserverete come uno dei tanti fenomeni  che riguardano l’essere umano, anziché qualcosa di terribile.

 

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