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 Essere felici…un obiettivo di molti. Ma è possibile? E come?

“Quando la sofferenza bussa alla tua porta e tu la informi che non c’è posto per lei, questa ti risponde di non preoccuparti perché ha portato uno sgabello”.     Chinua Achebe, da Arrow of God

Questa frase ci porta a riflettere sul fatto che nella vita di ognuno di noi capitano periodi difficili, situazioni pesanti e problematiche: si può trattare di una malattia, della perdita di una persona cara, di un serio problema lavorativo e così via…

Dolore sporco e dolore pulito

Queste situazioni provocano in noi sofferenza, malessere e tristezza, il cosiddetto  “dolore pulito”, cioè quello che è naturalmente connesso alle circostanze “difficili” che possono riguardare la vita di tutte le persone. A volte questo dolore può essere forte, a volte tenue, a seconda della propria storia, del momento di vita ecc. Il “dolore pulito” è qualcosa di cui non ci si può sbarazzare, perché, in effetti, non sarà mai sotto il nostro controllo.

Questa è la cattiva notizia: possiamo essere più o meno fortunati nel nostro viaggio su questo pianeta, ma la sofferenza, ahimè, è connaturata all’esistenza stessa e una certa quota di “dolore pulito”, probabilmente, ognuno di noi, prima o poi, si troverà a doverla sperimentare.

C’è però anche una buona notizia e cioè che esiste una tipologia di dolore che è sotto il nostro controllo, che, impegnandoci, possiamo evitare: il cosiddetto  “dolore sporco” o “dolore sul dolore”. Esso consiste nella sofferenza emotiva aggiuntiva che deriva dai nostri sforzi per controllare i nostri sentimenti, nel tentativo di non provare dolore, di tornare a stare bene.

 

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Impariamo a non combattere

Quando siamo spaventati, proviamo ansia, siamo tristi e angosciati o in balia di altre emozioni negative, quando ci sentiamo poco capaci e pensiamo di non farcela, spesso ci sforziamo di annullare queste esperienze interiori: vorremmo sentirci felici, sereni in forma, al top! Questi sforzi sono in gran parte inefficaci e si ritorcono contro di noi, intrappolandoci in un’infruttuosa guerra contro noi stessi.

Questa guerra contro i vissuti negativi è sicuramente amplificata dal contesto della moderna cultura occidentale e dai modelli che essa porta avanti: pubblicità, televisione, riviste ci portano e pensare che dovremmo essere tutti giovani, belli, sorridenti, in forma, attivi, assolutamente “performanti” e magari anche ricchi tanto da permetterci auto e vestiti all’ultima moda! E se una mattina ci svegliamo e siamo giù di morale? E se nella nostra vita capita qualche evento drammatico? Siamo out!

In altre parole, la ricerca della felicità e la battaglia contro la sofferenza, possono solo farci stare peggio. Sono proprio coloro che risultano capaci di convivere in pace anche con eventi interiori negativi che, paradossalmente, possono raggiungere una maggiore e più duratura felicità. Ostinarsi ad essere felici è, quindi, una perdita di tempo e di energie inutili!

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