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Bambini, adolescenti e relazione positiva con il proprio corpo: come impatta su tutto ciò la “cultura della dieta”? Parliamo spesso della Diet Culture e ne sottolineiamo le pericolose conseguenze per noi adulti, ma non mi è mai capitato di leggere approfondimenti sulle sue specifiche implicazioni per i nostri bambini. Condivido le mie riflessioni, come mamma oltre che psicoterapeuta, e spero possano essere utili ad altri genitori o educatori.

Gli effetti della Cultura della Dieta in età evolutiva (infanzia e adolescenza)

Un report del 2016 dell’American Academy of Pediatrics sottolinea che la metà delle adolescenti ed un quarto dei maschi sono insoddisfatti del proprio corpo.
L’insoddisfazione per il proprio corpo rappresenta un riconosciuto fattore di rischio sia per i Disturbi Alimentari che per un’alimentazione disordinata; si associa, inoltre,alla tendenza a stare a dieta e allo sviluppo di comportamenti non salutari di controllo del peso sia nei maschi che nelle femmine.

Se vuoi saperne di più sulla Mindful Eatig in età evoutiva potresti leggere anche: “Bambini a tavola: fiducia o controllo?”

La Cultura della Dieta, come sappiamo, ci manda questo messaggio: se non ami l’aspetto del tuo corpo, puoi cambiarlo limitando l’assunzione di cibo! Questo è il motivo per cui l’insoddisfazione per il corpo sia nei ragazzi che negli adulti porta a non salutari pratiche di controllo del peso (2 e 3).
Ma c’è un problema: il controllo del peso è un comportamento che, paradossalmente, predispone le persone ad un alto rischio di guadagnarne ancora di più!

Bambini, adolescenti e relazione positiva con il proprio corpo: i rischi sono per tutti

Non sono soltanto i bambini con un peso corporeo maggiore ad essere a rischio. In adolescenza è abbastanza frequente riscontare un’alterazione della percezione del proprio corpo che porta i ragazzi a percepirsi grassi anche se in realtà non lo sono.
Uno studio ha dimostrato che ragazze adolescenti che si percepivano grasse pur non essendolo, avevano una probabilità del 30% di andare incontro ad un notevole incremento di peso 12 anni più tardi e la percentuale di rischio per i maschi era ancora più alta, 89%.

Gli effetti della Cultura delle Dieta: stigma e vergogna

L’insoddisfazione per il proprio corpo, non piove dal cielo, ma deriva dalla nostra cultura grassofobica. È molto diffusa oggi, soprattutto nei media (social, TV e giornali) la tendenza a colpevolizzare le persone per il loro peso . Le persone molto grasse, inoltre, vengono spesso mostrate mentre mangiano cibo spazzatura, vivono vite tristi e sono poco partecipi, quasi escluse dalla vita sociale. I programmi per bambini spesso mostrano bambini grassi come personaggi sgradevoli e poveri (pensiamo a Dudley il cugino di Harry Potter).

Bambini, adolescenti e relazione positiva con il proprio corpo: le conseguenze psicologiche del body shaming

La parte più triste è che anche i bambini ormai sono stati portati dentro a questa cultura anti grasso. Ad esempio, il motivo che più frequentemente sta alla base di episodi di bullismo a scuola, non è la razza, la religione o l’orientamento sessuale, ma il peso.

Lo stigma dovuto al peso abbassa le performance accademiche e aumenta il rischio di depressione, di sviluppare un disturbo dell’immagine corporea, di avere pensieri suicidari, e di mettere in atto comportamenti non salutari come stare sempre a dieta o ridurre l’attività fisica. Non solo le persone che hanno sperimentato lo stigma per il proprio corpo hanno più probabilità di prendere ulteriore peso nel lungo periodo.
Le persone che hanno subito lo stigma iniziano a sviluppare pensieri negative su stesse, diminuisce la loro capacità di apprezzare il proprio corpo e aumenta la tendenza a mangiare in assenza di fame, e tutto questo porta ad un peggioramento della salute fisica e psicologica. Lo stigma e la vergogna riguardo alla forma del corpo e alla taglia non funzionano, fanno danni!

Le preoccupazioni dei genitori

Non sono solo i ragazzini ad essere preoccupati per il proprio peso, ma anche i genitori. Quando i genitori iniziano a preoccuparsi per il peso dei figli ritenendolo eccessivo, questi ultimi hanno una maggiore probabilità di guadagnare ulteriore peso.

Alla luce di questa importante affermazione io vorrei invitare i genitori a riflettere sulle loro aspettative e desideri per i propri figli riguardo al peso e al corpo, lo ritengo fondamentale. Io l’ho fatto e, nel corso del tempo, ho cambiato il mio modo di pensare.

1. Non voglio crescere un bambino grasso! Se mi dovesse succedere sarei terribilmente preoccupato per la sua salute fisica e sentirei di aver fallito come genitore.
2. Non voglio crescere un bambino grasso, perché in una cultura grassofobica come la nostra, si sentirà discriminato, si metterà certamente a dieta e magari svilupperà un Disturbo del Comportamento Alimentare.
3. Non voglio crescere un bambino che pensa che il suo corpo è sbagliato semplicemente perché diverso da un modello socialmente diffuso. Non voglio crescere un bambino che soffrirà a causa di pressioni sbagliate e pericolose.

Dove vi trovate rispetto a queste opzioni?

Vi invito a riflettere perché la forma che questa iniziale preoccupazione prende nelle nostre menti, andrà a determinare le nostre strategie educative, portandoci a focalizzarci su strumenti e obiettivi davvero diversi. E non tutti ugualmente efficaci.

Io credo che le prime due opzioni in qualche modo vadano ad alimentare la cultura della dieta e la grassofobia e siano di conseguenza poco funzionali.
Da un punto di vista prettamente individuale queste premesse vi porteranno a mettere in atto molto probabilmente dei comportamenti che alimenteranno le difficoltà dei vostri bambini, come per esempio indurli a mettersi a dieta e/o rimandare loro l’idea che il corpo che hanno è sbagliato.

Il punto tre, invece, potrebbe essere un buon punto di partenza: contempla le deleterie conseguenze della cultura delle dieta e dei suoi standard rigidi ed inarrivabili, ma, nello stesso, vi porterà a scegliere le strategie migliori per affrontare tutto questo. Migliori per il benessere dei vostri bambini, ma anche nel senso che darete il vostro contributo per smantellare la cultura della dieta stessa.

In un prossimo articolo entreremo nel dettaglio di come possiamo affrontare il tema dei bambini e dello sviluppo di una sana relazione con il corpo, al fine di proteggerli dalla cultura della dieta e dalle sue conseguenze.

 

Bibliografia

Maryanne Jacobsen, MS, RD. “How to rise a Mindful Eater: 8 powerful principles for transforming your child’s relationship with food”

Katy Kater . “The model for healthy body image and weight”